“Ora le partite ce le arbitriamo noi”

La novità della Federcalcio:

basta dirigenti con il fischietto,  a decidere saranno i ragazzi

di GUGLIELMO BUCCHERI

Rispetto, ma non solo. Il calcio dei piccoli «Pulcini», fascia d’età dagli otto ai dieci anni, dovrà camminare senza fischietto in campo. Palla dentro o fuori dal campo, spinta o soltanto contatto, gol o non gol: le regole restano quelle universali del calcio, ma ad emettere ogni verdetto dovranno essere gli stessi piccoli Totti o Del Piero.

La rivoluzione «culturale» parte dall’alto, perché la svolta (in vigore da questa stagione sportiva di base) l’ha pensata e voluta il Settore Giovanile e Scolastico della Federcalcio, che ha a capo il campione senza tempo Gianni Rivera. Il messaggio è chiaro e già recepito dal territorio: durante i tre tempi – da quindici minuti l’uno – non ci sarà più un dirigente o l’allenatore di una delle due formazioni in veste di arbitro, ma toccherà ai bambini, o alle bambine, mettere ordine alle diatribe del pallone.

Il confine è dunque segnato. L’Italia dei campetti di calcio prova a darsi una scossa e ad uscire dai soliti corto circuiti che nascono là dove i riflettori non arrivano. Se le regole, oltre ad essere insegnate, vengono poi fatte mettere in pratica proprio da chi deve rispettarle, può darsi che si riesca a tener lontano ogni tipo di isterismi, seppur del momento. È questo il traguardo da raggiungere e i «Pulcini» sono già all’opera: le partite dei piccoli stanno cominciando a prendere confidenza con la grande novità, in attesa che si alzi il sipario su campionati e tornei locali.

Nel faccia a faccia fra il Baiardo e il Bogliasco, provincia di Genova, tutto è filato liscio. «Abbiamo fatto una prova durante un’amichevole. Io – racconta l’avvocato Luca Bennati, arbitro per hobby – ho fischiato per i primi due tempi, poi sul campo sono rimasti solo i piccoli. Quando l’azione si è conclusa con un tiro e la palla sulla linea, in un attimo sono stati capaci di mettersi d’accordo se fosse gol o no. Qualcuno si è lamentato, ma il gioco è subito ripreso con una delle due squadre in vantaggio». In campo nessuno strappo, sugli spalti sì. «Il problema – sorride l’avvocato Bennati – rimarrà sempre l’atteggiamento dei genitori. Già mi immagino certe voci da fuori…».

Il nuovo corso sarà messo in pratica anche in Piemonte dove, spiega il coordinatore regionale del settore scolastico della Figc Marco Pianotti, «siamo pronti ad una svolta, che potrà aiutare i bambini a capire quanto sia difficile prendere una decisione in così poco tempo. La direttiva della Figc si inserisce nel processo culturale che deve cominciare dall’attività di base. La scorsa settimana ci siamo dati appuntamento sui campi della Cit Turin e sedici società hanno dato vita ad una manifestazione con le nuove regole».

Nelle Marche, a metà strada fra Ascoli e San Benedetto, Giampiero Spinosi, allenatore dei «Pulcini» del Real Pagliare, tiene a segnalare come «la novità abbia immediatamente portato i bambini ad assumere un atteggiamento più sereno e consapevole quando, durante una partita, si trovano davanti ad una decisione che può lasciar spazio ai dubbi».

E se oggi il fischietto dovrà già restare ai margini delle sfide fra «Pulcini», dalla Figc arriva l’invito a fare lo stesso anche un gradino più in su, nella categoria «Esordienti», quando in campo scendono bambini dai 10 ai 12 anni. Ai genitori tifosi il compito di sentirsi parte di questa svolta.

Fonte: La Stampa del 9 ottobre 2011

 

GIANNI RIVERA – La mia utopia: un calcio senza arbitri

Una partita di calcio senza arbitri, splendida utopia. In Italia ci stiamo provando, cominciando con i bambini piccoli. Con i Pulcini, mini atleti tra gli 8 e i 10 anni.L’iniziativa è del Settore Giovanile e Scolastico della Federcalcio che presiedo. Non voglio, però, prendermi meriti che non ho. Il progetto parte da lontano, io ne ho solo accelerato l’attuazione. Per avere un calcio dei «grandi» più responsabile, più educato, con meno tensioni in campo, non ci sono alternative: bisogna cominciare a lavorare su quelli che saranno i giocatori, i tifosi e magari anche i giornalisti di domani.

Responsabilizzarli, insegnare loro bene le regole, far capire quanto sia difficile decidere in una frazione di secondo. E allora, ecco l’idea: i Pulcini si arbitrano da soli. Discutono e decidono. Confortanti i primi test. Io, addirittura, li vorrei vedere correre dietro al pallone in un campo senza linee. Liberi di trovare il ruolo e la collocazione più appropriati.

Mi accontento, per ora, di abituarli ad autogestirsi le partite. Se i genitori li lasceranno fare, cresceranno più in fretta. Non solo come sportivi. Avremo persone migliori. E un calcio più bello.

Be Sociable, Share!