Ogni anno in concomitanza della “Festa della Donna” si svolge presso l’impianto sportivo “Allende” in Via Tampellini, 41 a Collegno (TO) un torneo riservato al gentil sesso. Le squadre partecipanti sono quelle corrispondenti alle annate delle squadre Olympic. Ogni singola partecipante offrirà una propria creazione culinaria (comprendente il primo, il secondo, una torta dolce o salata, frutta, bibita o vino e quant’ altro aggiungerà di propria iniziativa). Una volta concluse le partite, la formazione Prima classificata riceverà il Trofeo della vincitrice e sarà immortalata nella foto di rito, che rimarrà esposta per tutto l’anno presso la bacheca sociale. E per concludere in bellezza… GRAN BUFFET nell’area Patio (o in Sala Riunioni nel caso di maltempo), al quale saranno invitati tutti le partecipanti, le accompagnatrici e gli accompagnatori.
Approfittiamo di questa…ghiotta occasione per illustrare alle frequentatrici del nostro sito le radici antichissime dello sport femminile: benché statue di atlete greche o romane non ne siano mai state rinvenute (le donne non erano ammesse alle Olimpiadi, per motivi religiosi: potevano solo competere in una gara di corsa, lo stadion, riservato ad un pubblico esclusivamente femminile), in una villa romana del III secolo, in Piazza Armorina, ad Enna, esiste uno splendido mosaico (riprodotto qui sopra) in cui sono raffigurate tre aitanti fanciulle, in tenuta atletica (succinta non per tanto per sedurre, quanto per concedere libertà di movimento). Una di loro, osservatela bene, ha appena lanciato una palla, che l’artista colloca dinamicamente nello spazio. Passano i secoli, ed ecco che nella Firenze medicea del Rinascimento si gioca a palla fra le contrade, e le eleganti signore di buona famiglia, pur non potendo partecipare alle gare, accorrono volentieri ad assistervi come spettatrici. Alle soglie dell’epoca contemporanea, i deputati del Terzo Stato pronunciano il celebre giuramento della Pallacorda in un salone della reggia di Versailles in cui le dame di corte della regina Maria Antonietta giocavano a palla.
Nel XX secolo, il calcio al femminile comincia ad affermarsi in tutto il mondo, con risvolti mediatici talvolta spassosi: su una copertina del settimanale Epoca del 1966 troviamo l’allora giunonica Sandra Milo che palleggia indossando la maglia azzurra (anno nefasto, quel 1966, per la Nazionale di calcio italiana, che in Inghilterra le prese dalla Corea del Nord. E infatti causticamente l’articolista commenta: SE FOSSE ANDATA LEI…
). La televisione, i fumetti, il cinema e anche la fotografia artistica, talvolta, rappresentano calciatrici piene di grinta e anche di simpatia. Una puffetta che arranca sbuffando dietro la palla, oppure Betty Boop calzoncini e l’aria vagamente spaesata. Icone significative sulle varie visuali con cui il mondo maschile, da sempre egemone nell’universo calcistico, considera l’ingresso dell’Altra Metà del Cielo sui campi di Calcio, con la grazia felina, da vere leonesse, che contraddistingue l’incedere sinuoso ed elegante di molte giocatrici.
OLYMPIC COLLEGNO…
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SOPRATTUTTO GRAZIE ALLE LEONESSE,
LEONCINI SI NASCE E LEONI SI DIVENTA!!!













